racconti di una fede vissuta

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Una volta, tanti anni fa, sono stato cappellano di una colonia milanese a Celle Ligure. Là ho avuto delle esperienze bellissime. Tutte le sere andavo a piedi da Celle Ligure a Varazze e poi tornavo indietro. A un certo punto c’è un’ansa della costa, un giro della costa con un muricciolo basso e poi c’è la spiaggia e il mare. Bellissimo! Una sera facevo la mia solita passeggiata; non c’era la luna, ma il cielo era assolutamente limpido, carico di stelle. Proprio sul voltare della strada, improvvisamente, ho visto (è stata l’unica volta nella mia vita in cui mi è capitato) un ponte sull’acqua, tra oro e argento: ma non era il ponte che di solito il sole o la luna fanno sul mare; quella notte il ponte sul mare era fatto dalla Via Lattea! Nessuno mi ha mai detto di averlo visto, forse nessuno lo ha mai veduto perché occorre guardare in un certo modo per notare il ponte della Via Lattea. I primi anni in cui facevo scuola a Milano raccontavo sempre questo fatto ai miei studenti e dicevo: «Io vedo quello che vedete voi, ma voi non vedete quello che vedo io!». Infatti tutte le persone che passeggiavano da Celle Ligure a Varazze quella sera non videro quello che io avevo visto, non si accorsero del ponte della Via Lattea appena accennato sul mare. Quel ponte non era luminoso come quello del sole o della luna – perché tutti lo avrebbero visto -, ma non era neppure un riflesso qualsiasi; era realmente un ponte di luce. Allora ho pensato: «È proprio vero che esiste il centuplo quaggiù di cui ci parla Gesù. Chi sa osservare il mare fino a questo punto? Chi sa osservare le cose fino a questo punto?». E dicevo ai miei ragazzi: «Il ponte di luce sul mare con la Via Lattea nessuno di voi lo ha mai visto, lo ha mai osservato, lo ha mai scoperto, né lo scoprirebbe mai se non facesse attenzione alle cose». Da quella sera in poi la mattina svegliavo i bambini della colonia di Celle Ligure gridando: «Andiamo a vedere il ponte sul mare!». Allora tutti si svegliavano in fretta, altrimenti ci sarebbe voluta mezz’ora a tirarli giù dal letto. Saltavano su e correvano alla finestra… (Luigi Giussani)